"Radical chic un cazzo" è l’album d’esordio di Ilenia Volpe, cantautrice romana che in undici tracce urla tutta la sua rabbia, risultando allo stesso tempo ironica e riflessiva nei suoi testi. Le liriche sono autobiografiche o, per meglio dire, sono piccole considerazioni sfrontate e talvolta più pacate di vita vissuta. "Radical chic un cazzo" è stato distribuito dalla Disco Dada Records ed è stato prodotto da Giorgio Canali al Chichoi Studio di Bassano del Grappa (Vi) con il prezioso contributo di Diego Piotto.
Sin dal pezzo d’apertura, “Gli incubi di un tubetto di crema arancione”,Ilenia Volpe imbocca da subito la sua strada percorrendola a gran velocità e ciò accade anche in brani come “Indicazioni per il centro commerciale” o “Prendendo un caffè con Mozart”. Tutta l’esplosività della cantautrice è comunque racchiusa senza dubbio nel primo singolo “La mia professoressa di italiano”, brano duramente rock in cui Ilenia Volpe tira fuori tutta la sua dirompenza e non le manda di certo a dire alla sua ex insegnante di lettere. Nelle ballate la cantautrice si espone in maniera più lieve e tranquilla e l’esempio emblematico da questo punto di vista è “Preghiera”, ultimo brano del cd scritto a quattro mani con Steve Dal Col (chitarrista di Giorgio Canali & Rossofuoco, Frigidaire Tango, Radiofiera), ma più in generale non bisogna farsi ingannare da Ilenia Volpe, in quanto sia nei momenti più urlati che in quelli più riflessivi dimostra tutta la sua schiettezza e la sua personalità a suon di rock.
"Radical chic un cazzo" è un titolo che in certo senso potrebbe già dire tutto, ma in realtà è un messaggio strutturato accuratamente in tutta la sua semplicità. Ascoltare per credere.
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