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	<title>Tutte le notizie di musica: album in uscita, classifiche, concerti &#187; L’album della settimana</title>
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		<title>&#8220;BE&#8221;, l’essenza del progetto Beady Eye</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 10:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
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		<description><![CDATA[Scelto per voi il secondo album della band di Liam Gallagher]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/6/14/BE_680.jpg" alt="La cover di &quot;Be&quot;, secondo album dei Beady Eye" width="256" /><strong>Giudizio complessivo:  <span style="color: #ff0000">4*</span></strong>

I <strong>Beady Eye</strong>, finalmente, “sono”. Il gioco di parole nel titolo, "<strong>BE</strong>", del <strong>nuovo album </strong>della <strong>band </strong>di <strong>Liam Gallagher </strong>è scelta più che azzeccata. Perché il progetto post Oasis del più giovane dei fratelli Gallagher prende forma in modo consistente con questa seconda fatica. Se l’esordio, "Different Gear Still Speeding", non aveva assolutamente inciso in quanto a novità, questo <strong>lavoro </strong>è più <strong>fresco</strong>.

Il <strong>merito </strong>risiede in gran parte nella scelta del <strong>produttore</strong>, <strong>Dave Sitek</strong>. Il chitarrista dei "Tv On The Radio", in cabina di regia, ci sa fare e regala una ventata di <strong>sperimentazione </strong>ai <strong>suoni </strong>di Liam e soci, portando anche una <strong>buona dose psichedelica</strong>. In "BE" si ritrovano meno influenze Beatles (ballate Lennoniane a parte) e più Stone Roses, con qualche passaggio alla Primal Scream. Soprattutto, però, si sentono i Beady Eye più che gli "Oasis meno uno" e questo è decisamente un bel passo in avanti.

<strong>The best song</strong>
"Flick of the finger" accoglie l’ascoltatore con gli ottoni ad accompagnare una schitarrata energica e la voce quasi ovattata di Liam, su uno sfondo psichedelico: degna apertura.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
Della serie: a volte ci ricascano. "Iz rite" sembra una b-side poco riuscita degli ultimi album degli Oasis: una "easy sing along" da concerto e nulla più.

<strong>La curiosità</strong>
Cambio di basso in corso d’opera. Jeff Wootton, che ha preso parte alle registrazioni dell'album, ha deciso di intraprendere una carriera solista ed è stato sostituito da Jay Mehler, ex chitarrista dei Kasabian. Mentre il primo era un turnista, quest’ultimo è diventato ufficialmente un membro della band.

<strong>L'estratto</strong>
<em>“In the morning I've been calling,</em>
<em> I'm hoping you understand</em>
<em> All and nothing, I'll keep pushing</em>
<em> Come on now, give peace a chance,</em>
<em> take my hand, be a man”.</em>

<em>“Al mattino ti chiamo</em>
<em> E spero tu comprenda</em>
<em> Tutto e niente, continuo a provare</em>
<em> Forza, adesso, offri una possibilità alla pace</em>
<em> Qua la mano, sii un uomo”</em>

Stilettate e propositi di pace indirizzati al fratello Noel nel testo della
bella "Don’t brother me".

<strong>Il video</strong>
La versione live acustica di "Flick of The Finger" agli Abbey Road Studios per la Absolute Radio Exclusive Session.

[youtube v='hdymgOxQ2SI']

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1. </strong>Flick of the finger
<strong>2. </strong>Soul love
<strong>3. </strong>Face the crowd
<strong>4. </strong>Second bite of the apple
<strong>5. </strong>Soon come tomorrow
<strong>6. </strong>Iz rite
<strong>7. </strong>I’m just saying
<strong>8. </strong>Don’t brother me
<strong>9. </strong>Shine a light
<strong>10.</strong> Ballroom figured
<strong>11.</strong> Start anew

<strong>* Legenda
1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">be</a><a rel="tag">beady eye</a><a rel="tag">scelto per voi</a><a rel="tag">recensione</a><a rel="tag">album settimana</a></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Miles Kane non dimentica le sue origini rock</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/06/07/miles-kane-origini-rock-scelto-per-voi-album-liverpool-don-t-forget-who-you-are/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 09:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[In uscita]]></category>
		<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[album settimana]]></category>
		<category><![CDATA[don't forget who you are]]></category>
		<category><![CDATA[miles kane]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi l&#8217;album del cantante di Liverpool &#8220;Don&#8217;t forget who you are&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/6/7/MILES_KANE_680.jpg" alt="&quot;Don't forget who you are&quot;, il secondo album da solista di Miles Kane" width="256" /><strong>Giudizio complessivo:  <span style="color: #ff0000">4*</span></strong>

Undici shots di <strong>mod &amp; rock</strong>. <strong>Undici brani in poco più di 30 minuti </strong>per far capire che <strong>Miles Kane non dimentica chi è</strong>, le proprie origini musicali. Le influenze del cantautore di Liverpool sono sparate a raffica, la canzone più lunga dura 3.41 minuti, in questo “<strong>Don’t forget who you are</strong>”. Tra <strong>Paul Weller </strong>(che collabora con Kane in "Fire in My Heart" e "You’re gonna get it") e gli <strong>Who</strong>, tra i <strong>Gallagher </strong>e i <strong>Kinks</strong>, <strong>l’ex Rascals </strong>trova in questo secondo album un lavoro che <strong>consacra le sue aspirazioni da solista </strong>e mette in evidenza tutto il suo talento.

E’ un <strong>album carico di futuro che non tralascia il passato</strong>, "Don’t Forget Who You Are", pervaso da chitarre e batteria in pieno <strong>indie-rock anni Duemila </strong>su uno <strong>sfondo rock and roll </strong>in piena <strong>atmosfera Sixties and Seventies</strong>. Breve e intenso, undici chupiti che ubriacano l’ascoltatore senza lasciare in lui fastidiosi postumi da sbornia.

<strong>The best song</strong>
La carica che ti mette addosso la voce di Miles Kane, sparata a mille sul pungente giro di chitarra di "Tonight", rende inevitabile la scelta. Un pezzo che non ha nulla da invidiare ai primi (migliori) Kasabian.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
"Fire in my heart", una ballatina leggera non in linea con il resto dell’album, alla quale neanche il pianoforte del Modfather riesce a garantire la giusta dose di brio.

<strong>La curiosità</strong>
Come era accaduto per l’album d’esordio, "Colour of The Trap", anche in "Don’t Forget Who You Are" alcune canzoni sono scritte a quattro mani con Alex Turner degli Arctic Monkeys. I due amici, che hanno anche in progetto anche un nuovo lavoro come "The Last Shadow Puppets", saranno in tour insieme nell’estate 2013. Arctic Monkeys e Miles Kane arriveranno anche in Italia a luglio, al "Rock in Roma" il 10 e al "Ferrara sotto le stelle" l’11.

<strong>L'estratto</strong>
<em>“Although we’re tongue-tied and breathless</em>
<em>We won’t let our worries dictate who we are</em>
<em>So let’s throw out old towels,</em>
<em>We won’t let our worries dictate who we are</em>
<em>Don’t forget who you are”</em>

<em>“Anche se abbiamo la lingua legata e siamo senza respiro</em>
<em>Non lasceremo che le nostre preoccupazioni decidano chi siamo</em>
<em>Perciò gettiamo via i vecchi asciugamani,</em>
<em>Non lasceremo che le nostre preoccupazioni decidano chi siamo</em>
<em>Non dimenticate chi siete”</em>

Il consiglio di Miles Kane nel testo della canzone che dà il titolo all’album.

<strong>Il video</strong>
Una bella versione della title track, Don’t Forget Who You Are, ai Sarm Studios di Notting Hill a Londra.

[youtube v='L8idNbgQS1M']

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1.</strong> Taking Over
<strong>2.</strong> Don't Forget Who You Are
<strong>3. </strong>Better Than That
<strong>4. </strong>Out of Control
<strong>5. </strong>Bombshells
<strong>6. </strong>Tonight
<strong>7. </strong>What Condition Am I In?
<strong>8. </strong>Fire In My Heart
<strong>9. </strong>You're Gonna Get It
<strong>10.</strong> Give Up
<strong>11.</strong> Darkness In Our Hearts

<strong>* Legenda</strong>

1. Rivedibile: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">miles kane</a><a rel="tag">don't forget who you are</a><a rel="tag">album settimana</a><a rel="tag">recensione</a></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&quot;Max 20&quot;, i vent’anni (di carriera) di Max Pezzali</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/06/01/max-20-vent-anni-carriera-max-pezzali-recensione-album-duetti/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 11:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
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		<category><![CDATA[max 20]]></category>
		<category><![CDATA[max pezzali]]></category>
		<category><![CDATA[settimana]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi l&#8217;album di duetti (pi&#249; 5 inediti) del cantante di Pavia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/6/1/maxMax.jpg" alt="Max Pezzali contro Max Pezzali" width="256" /><strong>Giudizio complessivo: <span style="color: #ff0000">3</span>*</strong>

<strong>Vent’anni</strong> di <strong>Max </strong>sono anche quelli di chi ha iniziato ad ascoltare gli <strong>883</strong> e, con il loro sottofondo, ha attraversato varie fasi di uno “strano” percorso. In quel lasso di tempo è passata tanta acqua sotto i ponti sonori italiani ma ogni volta che si ripassa da <strong>Max Pezzali </strong>si ritrova la stessa <strong>spensieratezza</strong> di quel periodo. Succede anche con "<strong>Max 20</strong>", l’ennesima (forse iniziano anche a diventare un po’ troppe) celebrazione della carriera del cantautore di Pavia. Un album con <strong>5 inediti</strong> e <strong>14 duetti </strong>con altrettanti importanti interpreti della musica italiana.

I <strong>brani nuovi </strong>sono in perfetto<strong> Max Pezzali style</strong>, suoni diretti e spensierati, ma con testi che questa volta puntano più sull’attualità e sul sociale che non su singole storie di vita quotidiana. Gli altri, non essendo ri-registrati ne’ riarrangiati (eccezion fatta per "<strong>Gli Anni</strong>"), appaiono come giochi nati da incontri tra colleghi e amici. Risultato buono per “vedere di nascosto l’effetto che fa” un pezzo di Max cantato da voci che hanno fatto la storia di musica italiana, senza ricorrere alle imitazioni di Fiorelliana memoria (ricordate "<strong>Come mai?</strong>"). Forse dietro a Max 20 c’è un po’ <strong>troppo marketing </strong>e ciò toglie spazio alla sostanza. Non resta che attendere un nuovo vero album da studio di Max Pezzali e nel frattempo festeggiare insieme a tutti i ragazzi cresciuti con la sua musica.

<strong>The best song</strong>
"La dura legge del gol" con Edoardo Bennato. Ogni accoppiata artista-canzone in Max 20 sembra scelta con cura. Questa però le batte tutte. Dove stava "L’isola che non c’è" ora c’è "La dura legge del gol": inni generazionali a confronto.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
"Rotta per casa di Dio". E’ una delle canzoni migliori del repertorio degli 883 e la scelta di Grignani sembra perfetta ma il risultato non è paragonabile alle attese.

<strong>La curiosità</strong>
Un gradito ritorno. A sorpresa, Mauro Repetto torna a collaborare con Max Pezzali. Lo fa come co-autore e solo per due canzoni di "Max 20", "Welcome Mr President" e "Il presidente di tutto il mond"o, per il resto rimane a Parigi a continuare la sua nuova vita post 883. Nessuna reunion in vista ma, intanto, è un piacevole “presidenziale” revival.

<strong>L'estratto</strong>
“E' la dura legge del gol
gli altri segneranno però
che spettacolo quando giochiamo noi,
non molliamo mai.
Loro stanno chiusi ma
cosa importa chi vincerà
perché in fondo lo squadrone siamo noi.”

"La dura legge del gol". Testo calcistico, metafora di vita: un classico sempre ben riuscito per Max Pezzali.

<strong>Il video</strong>
La videointervista de Lospettacolo.it a Max Pezzali in occasione dell’uscita di Max 20.

[youtube v="LSZQHivnamY"]

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1. </strong>Welcome Mr. President
<strong>2.</strong> Il Presidente di tutto il mondo
<strong>3.</strong> I cowboy non mollano
<strong>4.</strong> Ragazzo inadeguato
<strong>5.</strong> L’universo tranne noi
<strong>6.</strong> Tieni il tempo (feat. Jovanotti)
<strong>7.</strong> Lo strano percorso (feat. Eros Ramazzotti)
<strong>8.</strong> Ti sento vivere (feat. Giuliano Sangiorgi)
<strong>9.</strong> Gli anni (feat. Cesare Cremonini)
<strong>10.</strong> Come mai (feat. Claudio Baglioni)
<strong>11. </strong>Sei un mito (feat. Fiorello)
<strong>12.</strong> Quello che capita (feat. Antonello Venditti)
<strong>13. </strong>Sei fantastica (feat. Raf)
<strong>14.</strong> Come deve andare (feat. Davide Van De Sfroos)
<strong>15.</strong> Nessun rimpianto (feat. Nek)
<strong>16. </strong>Eccoti (feat. Francesco Renga)
<strong>17. </strong>La dura legge del gol (feat. Edoardo Bennato)
<strong>18.</strong> Rotta x casa di Dio (feat. Gianluca Grignani)
<strong>19.</strong> Nord sud ovest est (feat. Elio)

<strong>* Legenda</strong>
<strong>1. Rivedibile: </strong>ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare...
<strong>2. Ascoltabile:</strong> da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico:</strong> compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">max 20</a><a rel="tag">max pezzali</a><a rel="tag">album</a><a rel="tag">settimana</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Random Access Memories, echi dance con i Daft Punk</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/05/25/scelto-per-voi-random-access-memories-daft-punk-recensione/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 17:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelto per voi l&#8217;atteso album dell&#8217;electro duo francese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/5/25/ram_680.jpg" alt="La cover di &quot;Random Access Memories&quot;, ultimo album dei Daft Punk" width="256" /><strong>Giudizio complessivo: <span style="color: #ff0000">4*</span></strong>

A un album ci si può rapportare nei modi più svariati. Per <strong>Random Access Memories </strong>dei <strong>Daft Punk </strong>se ne possono scegliere due su tutti. Uno: <strong>cocktail “in mano” e relax mentale</strong>, lasciandosi cullare da una <strong>dance d’altri tempi</strong>, suonata come usava nei ’70 e negli ’80. Due: <strong>enciclopedia della musica elettronica </strong>(ma non solo…)<strong> “alla mano”</strong>, per scoprire citazioni e percorsi nei quali <strong>Guy Manuel De Homem-Christo </strong>e <strong>Thomas Bangalter </strong>ci vogliono trascinare, tra la chitarra dance di Nile Rodgers e il sintetizzatore di Giorgio Moroder.

Da qualunque punto di vista lo si consideri, questo disco è inondato da un <strong>unico fondamentale concetto</strong>: il <strong>divertimento</strong>, di chi lo ascolta e di chi lo ha prodotto. <strong>RAM </strong>non è un album dai suoni tipicamente Daft Punk, ci si muove forse meno che con "Homework" o "Human After All" e il confine tra la maturità del duo francese e l’età che avanza si fa spesso labile e sottile. Poco male: qui <strong>ci si scatena </strong>con brani come <strong>"Give Life Back To Music" </strong>e "Get Lucky" o <strong>ci si lascia cullare </strong>da ballate e suoni sensuali come "<strong>The Game Of Love</strong>". Una cosa è certa: l’estate con il nuovo dei Daft Punk parte con il piede giusto.

<strong>The best song</strong>
Prendete un brano degli Strokes e fatelo diventare un inno da club. Impossibile? Il duo francese ce l’ha fatta: “Instant Crush”. Easy listening in partenza, ritornello accattivante e il tocco di classe della voce di Casablancas campionata: pezzo intimo ed esplosivo al tempo stesso.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
“Touch”: malinconica e troppo elaborata, ai limiti dell’eccesso di stile. Il tocco cinematografico di Paul Williams è evidente ma  forse esagerato. E poi dura più di 8 minuti: decisamente un’infinità!

<strong>La curiosità</strong>
La promozione di Random Access Memories sfreccia anche in Formula 1. Nel Gran Premio di Monaco 2013, infatti, il primo dopo l’uscita del disco dei Daft Punk, sulle Lotus di Raikkonen e Grosjean spicca il logo del duo francese sull’anteriore. Musicisti e piloti uniti nel segno del casco.

<strong>L'estratto</strong>
“<em>Let the music in tonight</em>
<em> Just turn on the music</em>
<em> Let the music of your life</em>
<em> Give life back to music</em>”

“Lascia entrare la musica stasera
Fai semplicemente partire la musica
Lascia che la musica della tua vita
Renda di nuovo vita alla musica”

Il mantra dei Daft Punk, l’invito alla musica  ripetuto incessantemente in “Give Life Back to music”

<strong>Il video</strong>
Il lungo teaser del tormentone Get Lucky dei Daft Punk al Festival di Coachella 2013.

[youtube v='u9yArbb9fNc']

<strong>La tracklist
1.</strong> Give Life Back to Music (feat. Nile Rodgers)
<strong>2.</strong> The Game of Love
<strong>3.</strong> Giorgio by Moroder (feat. Giorgio Moroder)
<strong>4. </strong>Within (feat. Chilly Gonzales)
<strong>5. </strong>Instant Crush (feat. Julian Casablancas)
<strong>6. </strong>Lose Yourself to Dance (feat. Pharrell Williams and Nile Rodgers)
<strong>7. </strong>Touch (feat. Paul Williams)
<strong>8. </strong>Get Lucky (feat. Pharrell Williams e Nile Rodgers
<strong>9. </strong>Beyond
<strong>10.</strong> Motherboard
<strong>11.</strong> Fragments of Time" (feat. Todd Edwards)
<strong>12.</strong> Doin' It Right (feat. Panda Bear)
<strong>13.</strong> Contact (con DJ Falcon)

<strong>* Legenda
1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">random access memories</a><a rel="tag">dance</a><a rel="tag">daft punk</a><a rel="tag">scelto per voi</a><a rel="tag">recensione</a><a rel="tag">album</a><a rel="tag">ram</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Frankenstein, Ruggeri genera un mostro di bellezza</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/05/10/frankenstein-enrico-ruggeri-genera-un-mostro-di-bellezza-scelto-per-voi-concepta-album-mary-shelley-recensione/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 11:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[concept album]]></category>
		<category><![CDATA[enrico ruggeri]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi il concept album ispirato all&#8217;opera di Mary Shelley]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/5/10/ruggeri_album_680.jpg" alt="Enrico Ruggeri: imponente il suo rock concept album &quot;Frankenstein&quot;" width="256" /><strong>Giudizio complessivo: <span style="color: #ff0000">4*</span></strong>

Mamma mia, <strong>Ruggeri </strong>ha generato un <strong>mostro</strong>…<strong> di bellezza</strong>. <strong>Frankenstein </strong>è un <strong>rock concept album fuori dal tempo</strong>, fortunatamente fuori dal tempo. E già questo basterebbe in un mondo discografico italiano (se ci si limita al mainstream) pregno di pop e canzonette che non lasciano nulla dopo l’ascolto. In Frankenstein invece <strong>ogni brano si intreccia </strong>perfettamente <strong>con l’altro </strong>e in modo altrettanto perfetto sta in piedi da solo. <strong>Basi musicali ricercate </strong>e <strong>accattivanti </strong>sulle quali si sdraiano <strong>testi brillanti</strong>, <strong>impegnati </strong>e <strong>poetici </strong>al tempo stesso.

Che fosse un <strong>artista geniale </strong>non lo si scopre ora ma, con questo disco, Ruggeri si supera. Frankenstein è l’azzardo perfetto per chi, nell’arco di una straordinaria carriera, ha per primo portato il <strong>punk </strong>in Italia con i Decibel per poi virare sulla <strong>canzone d’autore </strong>e tornare <strong>rock</strong>. Semplicemente fuori dagli schemi. Un altro rischio vincente per una <strong>fonte inesauribile di cultura musicale in Italia</strong>.

<strong>The best song</strong>
“Il capitano” è un pezzo che ha tutto: parte lenta con un intro di pianoforte, poi il ritmo si fa incalzante con batteria, chitarra e un’interessante base elettronica. In più c’è il bel duetto tra Ruggeri e la moglie Andrea Mirò.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
“Il cuore del mostro” è forse l’unico brano che, pur incastrandosi perfettamente nel puzzle di questo concept, preso singolarmente non regala le sensazioni positive degli altri.

<strong>La curiosità</strong>
In uscita con il disco c’è il terzo romanzo di Enrico Ruggeri, "L’uomo al centro del cerchio". In realtà l’accoppiata disco più libro rappresenta l’opera nel suo concetto più totale. Ogni canzone, infatti, può essere letta come commento alle pagine del romanzo di Ruggeri oltre che, ovviamente, come commento moderno sull’opera scritta da Mary Shelley nel 1818.

<strong>L'estratto</strong>
<em>“Io sono normale</em>
<em> ma diverso dagli altri</em>
<em> ho un’anima speciale</em>
<em> che nessuno vedrà.</em>
<em> Non so cos’è la tenerezza,</em>
<em> una carezza non l’ho avuta mai</em>
<em> e dentro al mio segreto tengo il fiato</em>
<em> e così come voi nel profondo di me</em>
<em> non conosco amore”</em>

Confessioni di un Frankenstein moderno nel testo del singolo “Diverso dagli altri”

<strong>Il video</strong>
La videointervista realizzata da Lospettacolo.it a Enrico Ruggeri. Si parla dell’album, dei temi trattati (dalla bioetica alla voglia di restare giovani a tutti i costi), dell’industria discografica e anche di Silvio Berlusconi.

[youtube v='DQ1suvlfLMo']

<strong>La tracklist
1.</strong> La nave
<strong>2.</strong> Il capitano
<strong>3.</strong> Le affinità elettive
<strong>4.</strong> La folle ambizione
<strong>5.</strong> Per costruire un uomo
<strong>6.</strong> Frankenstein
<strong>7.</strong> Aspettando i superuomini
<strong>8</strong>. Diverso dagli altri
<strong>9.</strong> Il cuore del mostro
<strong>10.</strong> Ucciderò (se non avrò il tuo amore)
11. L’odio porta odio
12. Il tuo destino è il mio
13. L’infinito avrà i tuoi occhi

<strong>* Legenda
1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>

@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">frankenstein</a><a rel="tag">enrico ruggeri</a><a rel="tag">concept album</a><a rel="tag">recensione</a></div>]]></content:encoded>
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</image>
	</item>
		<item>
		<title>&quot;L’inizio&quot;, rinascita indie per Fabrizio Moro</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/05/04/album-della-settimana-linizio-rinascita-indipendente-fabrizio-moro/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 09:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio moro]]></category>
		<category><![CDATA[inizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi l&#8217;album del cantautore e chitarrista italiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/4/19/fabriziomoro013680.jpg" alt="Fabrizio Moro" width="256" /><strong>Giudizio complessivo:<span style="color: #ff0000"> 2,5</span>*</strong>

Una carriera discografica pressoché anonima dopo il successo a <strong>Sanremo Giovani 2007</strong> con il brano "<strong>Pensa</strong>". Di contro, una <strong>prolifica attività live </strong>e come<strong> autore </strong>per un buon numero di cantanti e gruppi italiani. Il marchio di artista impegnato unito all’idea opposta di creatore di canzoni su tematiche frivole e banali.

Il controverso passato artistico di Fabrizio Moro è spazzato via con <strong>“L’inizio”.</strong> Un <strong>album denso</strong>, quasi una <strong>confessione</strong> da parte del cantautore di origini calabresi. Moro mostra il suo lato privato (dalle delusioni in amore alla gioia di essere padre) e lo affianca alla sua idea di società precaria e piena di contraddizioni. “L’inizio” è anche il <strong>primo disco autoprodotto</strong> da Moro, pubblicato per la sua etichetta discografica <strong>"Fabbrica del Moro"</strong>. Forse proprio per questo, l’artista sembra libero di esprimersi liberamente e lontano da ogni logica mainstream, con discreti risultati.

<strong>The best song</strong>
“Io so tutto”, il brano denuncia indirizzato a Giulio Andreotti. Una richiesta su temi sentiti da Fabrizio Moro, un’invettiva rock ben riuscita, una canzone che ricorda vagamente il primo Daniele Silvestri.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
Ne “L’eternità” emerge ancora un po’ del vecchio Moro. Un passaggio lento e poco profondo, non proprio in linea con il nuovo “inizio”

<strong>La curiosità</strong>
E’ stato Fabrizio Moro a scrivere il testo della canzone "Sono solo parole", che ha portato Noemi a conquistare il terzo posto al Festival di Sanremo 2013. Pare che “L’inizio” sia stato prodotto in gran parte grazie agli introiti provenienti dai diritti d’autore del brano.

<strong>L'estratto</strong>

<em>L'inizio è musica</em>
<em> L'inizio é vita</em>
<em> E’ ogni cosa che sia mai esistita</em>
<em> E’ la storia che ora prende forma</em>
<em> E’ il passo di un ricordo</em>

Il titolo e, in parte, il senso del nuovo disco spiegato da Moro nelle parole del brano che dà il titolo all’album.

<strong>Il video</strong>
La videointervista realizzata da Lospettacolo.it a Fabrizio Moro, con tanto di esibizione acustica live di “Io so tutto”.

[youtube v="84lsRI1-KSE"]

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1.</strong>  L'inizio
<strong>2.</strong>  Sono come sono
<strong>3. </strong> L'eternità
<strong>4. </strong> Io so tutto
<strong>5. </strong> Comunicando
<strong>6. </strong> Questa canzone (meravigliosa)
<strong>7. </strong> Soluzioni
<strong>8. </strong> L'Italia è di tutti
<strong>9.</strong>  Babbo Natale esiste

<strong>* Legenda</strong>
<strong>1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epic</strong>o: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">inizio</a><a rel="tag">fabrizio moro</a><a rel="tag">album della settimana</a></div>]]></content:encoded>
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</image>
	</item>
		<item>
		<title>&quot;Bloodsports&quot;, ritorno anni ’90 con gli Suede</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/04/21/album-settimana-bloodsports-ritorno-anno-90-suede/</link>
		<comments>http://musica.lospettacolo.it/2013/04/21/album-settimana-bloodsports-ritorno-anno-90-suede/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 08:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[anderson]]></category>
		<category><![CDATA[bloodsports]]></category>
		<category><![CDATA[suede]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi l&#8217;album del ritorno di Anderson &#38; co]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/4/21/suede.jpg" alt="La cover dell'album &quot;Bloodsports&quot; degli Suede" width="256" /><strong>Giudizio complessivo: <span style="color: #ff0000">3*</span></strong>

Esperimento storico. Si va a letto negli<strong> anni ’90</strong>, si fa un bel sonno ristoratore e ci si risveglia circa due decenni dopo. Si prende "<strong>Bloodsports</strong>" degli <strong>Suede</strong>, lo si mette nel lettore cd (e già si passa per anacronistici in epoca di I-pod, pad, phone, tunes e chi più ne ha più ne usi) e lo si ascolta chiusi in una stanza. All’esterno il mondo è cambiato, nel lettore no. Minuto dopo minuto ci si ritrova in un’atmosfera satura di<strong> brit-pop vecchio stile</strong>. Grandi ballate, qualche inno rock e richiami glam. Fossimo ancora nell’epoca pre-sonno staremmo ascoltando un disco più che buono <strong>ma siamo nel 2013</strong>. L’effetto non è male (e fa tornare una grande <strong>nostalgia</strong> di quella stagione musicale) ma, ora che gli Suede sono tornati in attività, è lecito aspettarsi anche qualche lampo di novità.

<strong>The best song</strong>
"Hit me". Un inno a metà tra il rock e il glam, con tanto Bowie (questo è
proprio il suo anno) e anche un po’ di Morrissey. Un classicone per gli Suede.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
"What are you not telling me". Troppo malinconica e circondata da aurea triste e decadente.

<strong>La curiosità</strong>
Nella storia travagliata di Brett Anderson e soci, Bloodsports rappresenta un ennesimo ritorno di fiamma nelle collaborazioni musicali. L’album è stato infatti prodotto da Ed Buller, che era stato l’artefice del successo dei Suede con i primi tre straordinari album della band.

<strong>L'estratto</strong>
And I fall to the floor like my strings are cut,
Pinch myself but I don't wake up,
Spit in the wind cause too much is not enough,
It starts and ends with you,
It starts and ends with you

E cado per terra come se le mie stringhe fossero tagliate
Mi do un pizzicotto ma non riesco a svegliarmi
Sputo nel vento perché troppo non è mai abbastanza
Tutto inizia e finisce con te

Il romantico testo del singolo "It starts and ends with you"

<strong>Il video</strong>
Una versione acustica di "It starts and ends with you":

[youtube v="sN16KTClUTg"]

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1.</strong> Barriers
<strong>2.</strong> Snowblind
<strong>3. </strong>It starts and ends with you
<strong>4. </strong>Sabotage
<strong>5.</strong> For the strangers
<strong>6.</strong> Hit me
<strong>7.</strong> Sometimes I feel I'll float away
<strong>8.</strong> What are you not telling at me?
<strong>9.</strong> Always
<strong>10.</strong> Faultlines

<strong>* Legenda</strong>
<strong>1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">album della settimana</a><a rel="tag">bloodsports</a><a rel="tag">suede</a><a rel="tag">anderson</a></div>]]></content:encoded>
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</image>
	</item>
		<item>
		<title>Comedown Machine, negli anni ’80 con gli Strokes</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/04/14/scelto-per-voi-comedown-machine-anni-80-strokes-recensione/</link>
		<comments>http://musica.lospettacolo.it/2013/04/14/scelto-per-voi-comedown-machine-anni-80-strokes-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 17:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[comedown machine]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[scelto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[strokes]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi il quinto album in studio della band newyorchese&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/4/14/the-strokes_comedown-machine.jpg" alt="Comedown Machine, l'ultimo album della band newyorchese &quot;The Strokes&quot;" width="256" /><strong>Giudizio complessivo: <span style="color: #ff0000">3*</span></strong>

<strong>Un tuffo negli anni Ottanta </strong>e una breve nuotata nei primi anni Duemila. Si può raccontare metaforicamente così "<strong>Comedown Machine</strong>", quinto album in studio degli <strong>Strokes</strong>. Basti evitare paragoni con "Is This It?", album d’esordio della band statunitense, liberarsi da critiche sopraffine e si troverà l’ultima fatica di Casablanca e soci un passaggio frizzante e godibile all’interno della loro discografia.

La <strong>dance anni ’80</strong> con quel giusto <strong>retrogusto funky</strong> è un <strong>leitmotiv predominante</strong>, non mancano richiami alle sonorità dei primi Strokes  e <strong>c’è pure qualche brano lento</strong>, soprattutto nella seconda parte, di media caratura. Si condisca il tutto con <strong>ironici duetti vocali </strong>tra Julian e Juliana (aka Julian in falsetto) Casablanca e avrete un <strong>album divertente</strong>, buono anche se non eccellente. Ok, dai, "Is This It ?"era tutta un’altra cosa, ma quello è un album che ha segnato un’epoca.

<strong>The best song</strong>
Preso l’album con la dovuta leggerezza, il brano migliore è sicuramente Welcome to Japan: piacevole e con una linea di chitarra interessante. A voler essere più sofisticati, si può scegliere Call it fate, call it karma: sorprendentemente anni ’50.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
Chances è uno di quei brani che non vorresti mai sentire nel bel mezzo di un disco degli Strokes. Si trascina lentamente ai limiti della noia.

<strong>La curiosità</strong>
Nella realizzazione dell’album, Julian Casablanca ha lavorato in studio con il resto della band. Dove sta la curiosità? La particolarità risiede nel fatto che nel penultimo disco, Angles, la voce di Julian era stata incisa a parte e il frontman non si era mai incontrato con gli altri.

<strong>L'estratto</strong>

<em>“You're livin' a lie,</em>
<em> You're livin' a lie,</em>
<em> You're living too fast,</em>
<em> You gotta pray for the best</em>
<em> You never ask why,</em>
<em> You never ask why,</em>
<em> You're living a lie,</em>
<em> Maybe you're flying too high”</em>

<em>Stai vivendo una menzogna</em>
<em> Vivi una menzogna</em>
<em> Stai vivendo troppo veloce</em>
<em> Devi pregare per il meglio</em>
<em> Non chiedi mai il perché</em>
<em> Non chiedi mai perché</em>
<em> Stai vivendo una menzogna</em>
<em> Forse stai volando troppo in alto”</em>

Monito degli Strokes nel testo di uno dei brani più in linea con gli esordi
del gruppo: All The Time.

<strong>Il video</strong>
Il video ufficiale di All The Time: secondo singolo estratto da Comedown Machine

[youtube v='TJC8zeu3MHk']

<strong>La tracklist
1.</strong> Tap Out
<strong>2.</strong> All the Time
<strong>3.</strong> One Way Trigger
<strong>4.</strong> Welcome to Japan
<strong>5</strong>. 80's Comedown Machine
<strong>6</strong>. 50/50
<strong>7</strong>. Slow Animals
<strong>8. </strong>Partners in Crime
<strong>9. </strong>Chances
<strong>10.</strong> Happy Ending

<strong>* Legenda</strong>
<strong>1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">comedown machine</a><a rel="tag">strokes</a><a rel="tag">album della settimana</a><a rel="tag">scelto per voi</a><a rel="tag">recensione</a></div>]]></content:encoded>
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</image>
	</item>
		<item>
		<title>&quot;Delta Machine&quot;, i Depeche Mode fanno 13</title>
		<link>http://musica.lospettacolo.it/2013/04/05/album-settimana-delta-machine-depeche-mode-fanno-13-sound-pace/</link>
		<comments>http://musica.lospettacolo.it/2013/04/05/album-settimana-delta-machine-depeche-mode-fanno-13-sound-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 17:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[album settimana]]></category>
		<category><![CDATA[delta machine]]></category>
		<category><![CDATA[depeche mode]]></category>
		<category><![CDATA[gahan]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelto per voi il nuovo disco di Gore, Gahan e Fletcher]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/4/5/Depeche%20Mode_ph.Anton%20Corbijn1020.jpg" alt="I Depeche Mode. Foto Anton Corbijn" width="256" /><span style="color: #ff0000"><strong>Giudizio complessivo: 4*</strong></span>

Il <strong>blues</strong> e il<strong> soul</strong> sopra il<strong> synth pop</strong>. Il nuovo-vecchio mondo dei <strong>Depeche Mode</strong>. "<strong>Delta Machine</strong>", <strong>tredicesimo album </strong>in studio della band britannica, è un lavoro studiato nei minimi dettagli e prodotto con cura da<strong> Ben Hillier</strong>, che chiude in crescendo una trilogia iniziata con "<strong>Playing the Angel</strong>" nel 2005 e proseguita con "<strong>Sounds of the Universe</strong>" nel 2009. La prima traccia ("<strong>Welcome to my World</strong>") è una sorta di manifesto di ciò che vuole essere il nuovo<strong> oscuro sound</strong> di <strong>Gore, Gahane Fletcher</strong>. Niente (o poco) di esageratamente movimentato, chitarra ridotta all’osso (giusto dove serve) e un beat accattivante che lentamente ti cattura. Tredici tracce, quasi un’ora di musica da ascoltare e riascoltare, trovando sensazioni ogni volta nuove e sorprendenti.

<strong>The best song</strong>
Scelta ardua perché è l’album nella sua struttura a essere ben concepito e prodotto. Dovendo scegliere: "Soothe My Soul". Il giusto mix tra elettronica, chitarra e basso. E poi… vogliamo parlare della performance di Gahan?

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
Vedi sopra. Non esiste un vero momento no… forse Slow: troppo come la definisce il titolo. Però in quella posizione, in mezzo al disco, ha un senso in tutta la sua sensualità.

<strong>La curiosità</strong>
Pronti per vedere i Depeche nel loro habitat migliore? Il 7 maggio, all’
Hayarkon Park di Tel Aviv, parte il loro tour europeo: 34 concerti in 25 paesi. In Italia si esibiranno a Milano (San Siro il 18 luglio) e Roma (Olimpico il 20 luglio). Più che una curiosità, un invito.

<strong>L'estratto</strong>
<em> “And if you stay a while</em>
<em> I'll penetrate your soul</em>
<em> I'll bleed into your dreams</em>
<em> You'll want to lose control</em>
<em> I'll weep into your eyes</em>
<em> I'll make your vision sing</em>
<em> I'll open endless skies</em>
<em> And ride your broken wings</em>
<em> Welcome tomy world”</em>

<em>E se starai qui per un momento</em>
<em> Penetrerò la tua anima</em>
<em> Sanguinerò nei tuoi sogni</em>
<em> Vorrai perdere il controllo</em>
<em> Piangerò nei tuoi occhi</em>
<em> Farò cantare le tue visioni</em>
<em> Aprirò cieli infiniti</em>
<em> E cavalcherò le tue ali spezzate</em>
<em> Benvenuto nel mio mondo</em>

Con un invito così non si potrò certo fare a meno di entrare nel nuovo mondo dei Depeche Mode: Welcome to my world.

<strong>Il video</strong>
Should be higher, una delle tre canzoni scritte da Gahan, live al David
Letterman Show

[youtube v="CeTq4ZMosbY"]

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1. </strong>Welcome To My World
<strong>2.</strong> Angel
<strong>3. </strong>Heaven
<strong>4. </strong>Secret To The End
<strong>5. </strong>My Little Universe
<strong>6.</strong> Slow
<strong>7. </strong>Broken
<strong>8.</strong> The Child Inside
<strong>9.</strong> Soft Touch/Raw Nerve
<strong>10.</strong> Should Be Higher
<strong>11.</strong> Alone
<strong>12.</strong> Soothe My Soul
<strong>13.</strong> Goodbye

<strong>* Legenda</strong>
<strong>1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
<div class="tagsArt"><a rel="tag">album settimana</a><a rel="tag">delta machine</a><a rel="tag">depeche mode</a><a rel="tag">gahan</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>The Next Day, David Bowie è ancora lui</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 11:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’album della settimana]]></category>
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		<description><![CDATA[Scelto per voi l&#039;album che segna il superlativo ritorno del Duca Bianco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft" src="http://www.quotidiano.net/xml_spett/images/2013/3/22/Bowie_680.jpg" alt="La cover di &quot;The Next Day&quot;, l'album del ritorno di David Bowie" width="256" /><span style="color: #ff0000"><strong>Giudizio complessivo: 4*</strong></span>

Che fine ha fatto David Bowie?E’ la domanda più gettonata dell’ultimo decennio rock. Se lo era chiesto anche Rolling Stone in uno speciale numero-inchiesta. Ecco la risposta. <strong>Il Duca Bianco è qui e sorprende con </strong>un album, "<strong>The Next Day</strong>", che rappresenta la sua essenza variegata. Quando si torna <strong>sulla scena dopo 10 anni di silenzio</strong>, le aspettative non possono che essere alte. Il rischio di deludere e rovinare quanto costruito in quasi 50 anni di carriera (e che carriera!) è reale. Lo è ancora di più se a cavallo tra fine anni Novanta e primi Duemila le produzioni non sono state all’altezza della fama.

<strong>Bowie</strong>, invece, <strong>si presenta </strong>per l’ennesima volta <strong>da vincente</strong>. E il bello è che <strong>nel disco ci mette tutto il suo passato</strong>, con un particolare riguardo (e qui la presenza del produttore Visconti è decisiva) alla trilogia di Berlin. <strong>Tanto rock, echi pop e momenti glam</strong> ma senza malinconici richiami o cliché fuori dal tempo. Non ci si aspetti un capolavoro alla "The Rise and Fall of Ziggy Stardust" o "Low" ma un disco fresco, ben pensato ed elettrizzante. Quanto basta per affermare che <strong>Bowie c’è e non è bollito</strong>: <strong>we could be heroes… also in the next day</strong>.

<strong>The best song</strong>
The Stars (Are Out Tonight) è l’apice del disco. L’emblema di un grande ritorno. Una parte vocale fuori dal mondo su una bella schitarrata rock… cosa si può chiedere di più? Le stelle non muoiono mai.

<strong>Il passaggio a vuoto</strong>
Un ritorno alle scene come The Next Day avrebbe potuto concludersi in maniera più solare. L’ultima traccia Heat lascia a chi ascolta un po’ di oscurità che non rende merito ai toni positivi dell’intero disco.

<strong>La curiosità</strong>
Il richiamo al periodo di Berlin è reso più che palese dalla scelta della copertina. L’immagine è quella di Heroes, solo che il volto di Bowie è coperto dalla scritta The Next Day. Come a dire: guardo avanti ma non tralascio il passato migliore.

<strong>L'estratto</strong>
“Here I am, not quite dying
My body left to rot in a hollow tree
Its branches throwing shadows on the gallows for me
And the next day,
And the next,
And another day”

Eccomi qui, non sono ancora morto
Il mio corpo è lasciato a marcire su un albero cupo
Mentre i suoi rami gettano ombre sul mio patibolo
Giorno dopo giorno e ancora un altro giorno”
Bowie scherza sulle voci che lo hanno circondato in The Next Day

<strong>Il video</strong>
Una delle ultime apparizioni live di Bowie, lontano dalle scene da anni per motivi di salute. Ora si rincorrono voci di un suo ritorno anche in concerto.

[youtube v='YYjBQKIOb-w']

<strong>La tracklist</strong>
<strong>1.</strong> The next day
<strong>2.</strong> Dirty boys
<strong>3.</strong> The stars (are out tonight)
<strong>4.</strong> Love is lost
<strong>5.</strong> Where are we now?
<strong>6. </strong>Valentine's day
<strong>7.</strong> If you can see me
<strong>8.</strong> I’d rather be high
<strong>9.</strong> Boss of me
<strong>10.</strong> Dancing out in space
<strong>11.</strong> How does the grass grow
<strong>12.</strong> (You will) Set the world on fire
<strong>13.</strong> You feel so lonely you could die
<strong>14.</strong> Heat

<strong>* Legenda
1. Rivedibile</strong>: ascoltalo in streaming poi scegli cosa fare…
<strong>2. Ascoltabile</strong>: da download
<strong>3. Buono</strong>: aspetta le offerte speciali per comprarlo
<strong>4. Ottimo</strong>: compra subito il cd
<strong>5. Epico</strong>: compra il vinile e tienilo in cassaforte

<strong>Vanni Paleari</strong>
@VanniPaleari
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